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Alessia Bervini pittrice

Nasce a Giubiasco nel 1970 e vive ad Arzo dal 1995. Nel 1986 frequenta il Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA) a Lugano, conseguendo il diploma in arti decorative nel 1990. Lo stesso anno si iscrive all’Accademia di belle arti di Ginevra (ESAV), frequenta i laboratori di pittura, modellaggio e specializzazione per l’insegnamento, diplomandosi quattro anni dopo. Torna in Ticino dedicandosi in particolar modo all’insegnamento. È titolare dell’atelier di pittura per bambini Il barattolo a Bellinzona. Lavora come animatrice per l’Associazione ticinese genitori e amici dei bambini bisognosi di educazione speciale (ATGABBES) a Pedevilla e Lugano e insegna disegno e pittura a gruppi di adulti. Partecipa, come animatrice, alle attività dell’associazione Giullari di Gulliver, che promuove soggiorni di vacanza e attività artistiche per bambini, giovani e adulti. Si dedica a diverse forme di espressione come la danza, il teatro e, in particolar modo, alla narrazione, divenendo membro del gruppo Confabula, dove conosce Claudio.
Insieme a lui si trasferisce ad Arzo e, nel 1995, inizia un lungo e appassionante lavoro artigianale: la ristrutturazione di una vecchia casa nel nucleo. Nel 1996 nasce il primo figlio, Tobia. Nel 2000 nasce Agata, la seconda figlia, e il festival della narrazione dei paesi della Montagna, che ancora vive nelle corti e nelle piazze di Arzo.

Meraviglia, incanto, stupore, poesia sono prodigi che scaturiscono dal mondo dei bambini, che ne sono fonte inesauribile. Ho conosciuto molte persone, a cominciare dai miei figli, che mi hanno insegnato tanto: sto imparando a osservare.
Ho scoperto che fuori, in corte, a volte scorre un fiume, ma che basta costruire una zattera per poterlo attraversare; che molti sassi sono case abitate, per esempio sotto il terzo da sinistra davanti al lavatoio vi abita Gongo, piccolo insetto timido e tondo; che se getti nel fiume, uno dopo l'altro, sassi di differenti dimensioni (quelli disabitati naturalmente) questi diventano note e tu un compositore; che un rametto con una foglia infilata sulla cima non è un rametto ma un faraone…
Ho conosciuto amici, scrittori e tanti narratori che mi hanno insegnato ad ascoltare; ho conosciuto artisti e artigiani e Antonio Catalano che è tutti questi insieme e che elargisce preziosi consigli come “siediti e cammina”, oppure “chiudi gli occhi e guarda”.
Bella gente, che mi dice che tutto questo è possibile, anzi assolutamente necessario. E così ho ripreso a dipingere e a costruire.